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Nota introduttiva

La Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria è composta da undici membri designati dai Presidenti delle Camere. Sulla base della prassi parlamentare, ciascun ramo del Parlamento esprime, in forma alternata per ciascuna legislatura, 5 o 6 di tali membri. Sempre in forza di una consolidata prassi, l'ufficio di presidenza della Commissione è costituito, oltre che dal presidente, da un vicepresidente e da un segretario, invece dei due vicepresidenti e due segretari ordinariamente previsti per le Commissioni parlamentari dai rispettivi Regolamenti.

Nel procedere alla formazione della Commissione, i Presidenti delle Camere tendono ad assicurare, nel rispetto del criterio di proporzionalità disposto dai rispettivi Regolamenti, la rappresentanza del maggior numero di Gruppi parlamentari costituiti nei due rami del Parlamento.

Alla Commissione sono attribuiti dalla legge i seguenti compiti:

  • - vigilare sull'anagrafe tributaria [1];

  • - vigilare sulle procedure di affidamento dell'esecuzione e della conduzione tecnica del sistema informativo dell'amministrazione finanziaria [2];

  • - effettuare indagini e ricerche, tramite consultazioni e audizioni di organismi nazionali e internazionali, dirette a valutare l'impatto delle soluzioni tecniche sugli intermediari incaricati di svolgere servizi fiscali tra contribuenti e amministrazioni [3];

  • - esprimere un parere sulle attività svolte annualmente dall'anagrafe tributaria sugli obiettivi raggiunti nel corso dell'anno [4];

  • - effettuare indagini conoscitive e ricerche sulla gestione dei servizi di accertamento e riscossione dei tributi locali, vigilando sui sistemi informativi ad essi riferibili [5].


[1] Articolo 2 della legge 27 marzo 1976, n. 60 (istitutiva della Commissione), che ha convertito - con modificazioni - il decreto-legge 30 gennaio 1976, n. 8, recante norme per l'attuazione del sistema informativo del Ministero delle finanze e per il funzionamento dell'anagrafe tributaria.

[2] Articolo 7, commi secondo e quinto, del decreto-legge 30 settembre 1982, n. 688, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 novembre 1982, n. 873.

[3] Articolo 2-bis della legge n. 60 del 1976, aggiunto dal comma 58 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

[4] Ibidem.

[5] Articolo 6, comma 1, della legge 5 maggio 2009, n. 42. Indagini conoscitive erano disposte dalla Commissione, prima dell'entrata in vigore di tale norma, in forza dei Regolamenti parlamentari.